Importanti novità emerse durante la Winter School 2015

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato del workshop che ETICAE ha organizzato durante la fiera Ecomondo 2015 a Rimini. Di seguito, invece, i resoconti della Winter School 2015 e della prima Assemblea del gruppo giovani dell’Alleanza delle Cooperative Italiane. Si è conclusa Sabato 12 dicembre 2015, una quattro giorni che ha permesso ai cooperatori under-30 delle tre centrali cooperative (AGCI, Confcooperative e Legacoop) di conoscere e condividere insieme pratiche, esperienze, idee.

Winter school 2015. ETICAE tra i partecipanti

48 partecipanti, di cui 31 uomini e 17 donne, hanno preso parte alla Winter School, un progetto che basa le sue fondamenta sul patto intergenerazionale all’interno del movimento cooperativo.

Grafico Uomo_Donna

Scopo della Winter School 2015

L’obiettivo della Winter School, tenutasi il 9, 10 e 11 Dicembre 2015, presso l’Hotel Villa Vecchia di Monte Porzio Catone (bene confiscato alla mafia e attualmente gestito da un gruppo di ex–dipendenti che intendono costituirsi in cooperativa), è stato quello di “proporre un luogo di apprendimento, una via virtuosa di attivazione dei giovani cooperatori, un’occasione aggregativa, per costruire un’Alleanza delle Cooperative Italiane che non sia la sola sommatoria delle 3 centrali”.

Argomenti trattati durante la Winter School 2015

Legalità, partecipazione attiva dei soci cooperatori al management, visione internazionale ed innovazione, sono state le tematiche principali attorno alle quali si è svolto l’intero evento, realizzato in partnership con Scuola Coop ed in collaborazione con SocioLab e Nuove Tecniche Società Cooperativa.

Il 9 dicembre i lavori si sono aperti con un aperitivo durante il quale si è usato il gusto per parlare di economia ed impresa Soaviattraverso l’esperienza ed i prodotti di Sergio Soavi – Tenute del Cerro – e di Pietro Paolo Martinelli del Caseificio Martinelli. Giovedì 10 dicembre, si è passati ad una fase laboratoriale facilitata da Scuola Coop e Socio Lab. Tema della mattinata, introdotto da Matteo Bettoli, di Confcooperative Nazionale, è stato l’interrogativo “Cosa rende cooperatore un cooperatore?”. Subito dopo, Enrico Parsi di Scuola Coop ha spiegato ai giovani cooperatori l’importanza della costruzione di uno spazio concentrico capace di favorire la partecipazione di tutti.

A seguire, Silvia Givone, di SocioLab, si è soffermata sulla spiegazione della la metodologia OST (Open Space Tecnology) quale metodo laboratoriale interattivo attraverso il quale facilitare l’intera mattinata di lavoro.Legge dei due piedi

La Metodologia OST (Open space Tecnology) ha permesso l’elaborazione di idee da parte di 5 gruppi divisi in due sessioni, basandosi sulla Legge dei due piedi e sui 4 Principi dell’OST.

I 5 gruppi di lavoro si sono formati autonomamente. Ogni cooperatore infatti ha scelto personalmente a quale tavolo di lavoro partecipare.

 cosa rende coop un coop

 Tabellone con gli argomenti di discussione della mattinata e le sessioni di lavoro

Tutti i cooperatori hanno lavorato alle due sessioni proposte seguendo i 4 Principi dell’OST:

1° Principio: Chiunque venga è la persona giusta;

2° Principio: Qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere;

3° Principio: Quando comincia è il momento giusto;

4° Principio: Quando è finita è finita.Alla fine di ogni sessione, ogni gruppo ha trasportato il proprio report su pc.

Uno degli argomenti di cui si è maggiormente discusso è la mobilitazione della partecipazione attiva dei soci intesa non come collaborazione lavorativa ma presa di responsabilità ed autoimprenditorialità.

Di seguito, un prospetto dell’incidenza di partecipazione in relazione ai temi affrontati durante le due sessioni di lavoro:

   
I Sessione
 

Un buon 27% dei giovani cooperatori si è rivelato interessato all’argomento della gestione delle risorse umane in cooperativa, seguito da un forte interesse per i Principi di Rochdale. La seconda sessione di lavoro invece, ha visto spiccare l’interesse dei cooperatori per il tema del Ricambio generazionale e della formazione con una percentuale alla pari del 30%.

II Sessione

Anche il tema della condivisione degli obiettivi comuni e la stimolazione della partecipazione della base sociale, hanno catturato l’attenzione dei giovani cooperatori nella stessa percentuale. Di poco inferiore l’interesse dei partecipanti per il tema della responsabilità.

 Alla fine di ogni sessione, ogni gruppo ha trasportato il proprio report su pc.

trascrizione pc

Tutti i report sono stati poi trasformati dalle ragazze di SocioLab in un InstantBook grazie al quale è stato possibile discutere i risultati del lavoro della mattinata con gli ospiti del pomeriggio.

Dalle 15:30 alle 17:30, si è discusso dei risultati infatti con:

  • Leonardo Becchetti, Economista, Università Roma 3;
  • Pino Bruno – Presidente del Consorzio La Città Essenziale;
  • Maurizio Gardini, Presidente Confcooperative Nazionale;

Testo Gardini

Risponde così Maurizio Gardini, Presidente di Confocooperative alla domanda: “Che cosa rende cooperatore un cooperatore?”

E prosegue: “L’esperienza etica viene meno quando le centrali cooperative perdono contatto con l’humus, con il territorio. La vera forza della cooperazione si esplica quando si vive il territorio, nel territorio. Questo permette anche di essere consapevoli di quali sono i bisogni effettivi di un luogo. Rileggere tali bisogni genera una semina consapevole che è orientata alla produzione di cooperazione vera”.

Gardini poi si sofferma sull’importanza non solo della partecipazione ma anche della comunicazione. Si tratta di due strumenti fondamentali che rendono cooperatore un cooperatore. Inoltre, Gardini aggiunge che l’Alleanza delle Cooperative Italiane non potrà essere la semplice fusione dei 3 modelli organizzativi. Anzi, a suo avviso, proprio perché non può essere la sommatoria delle tre associazioni cooperative attuali, occorre il tempo necessario per dar vita ad una nuova associazione di rappresentanza del mondo cooperativo.

gardini good

Alla discussione è intervenuto anche Leonardo Becchetti, esponente di spicco dell’economia civile, Professore di Economia presso Roma Tre, tra gli ideatori di NEXT. Nell’ articolo dell’11 dicembre, intitolato: “L’arte del cooperare e le sfide della cooperazione”. E’ possibile rileggere il suo intervento qui.

Becchetti inoltre porta in evidenza il modello americano della Benefit Corporation o B Corp spingendoci a riflettere sul fatto che molte aziende stanno aderendo al modello della B Corp poiché consapevoli che l’obiettivo del mero profitto è volgare, è necessario invece iniziare a considerare anche l’impatto delle attività aziendali.

La serata del 10 Dicembre è proseguita con la proiezione del film “La nostra terra” a cura di Libera Terre. Durante la serata, sono intervenuti Matteo Ragnacci, coordinatore nazionale di Generazioni, e Marco Carducci, Presidente della cooperativa Sinergie, raccontando l’esperienza di Libera e della cooperativa Sinergie.

Marco Carducci

La giornata dell’11 dicembre è iniziata con la testimonianza dei cooperatori: Cristina Schirinzi della cooperativa di comunità di Melpignano, Salvatore Manfredi di Fenix Pharma (WBO) e Stefano Coccia vicepresidente di cooperativa Archeologia.

Parole Lusetti

Segue un dialogo con il Presidente di Legacoop Nazionale Mauro Lusetti: “In cooperativa devi imparare a mettere di volta in volta il cappello del socio e il cappello del lavoratore” – ci dice. Lusetti ha sottolineato l’importanza del dialogo tra le tre centrali cooperative, tre movimenti che fino ad ora hanno convissuto ma in parallelo e per i quali non sarà facile ed immediato raggiungere una nuova autonomia.

Lusetti ha continuato affrontando il tema dell’inserimento di regole per il ricambio generazionale per favorire un principio di selezione meritocratico. Regole per il ricambio generazionale come strumento per prevenire quelle dinamiche conservatrici che non porterebbero ad altro che alla ripetizione dei modelli negativi ai quali abbiamo assistito negli ultimi anni. Per questo, la scelta di coloro che saranno protagonisti del ricambio generazionale sarà da svolgere con criterio.

Zamperini

I tre interventi successivi sono stati a cura di:

  • Giovanni Roncucci – Roncucci & Partners – Imprenditorialità e nuova visione internazionale;
  • Adriano Zamperini – Università di Padova – Disegni organizzativi e comportamenti delle persone: perché ci sarebbe bisogno di una psicologia a marchio cooperativo;
  • Eleonora Massacci – Loccioni – Impresa, Innovazione e Territorio.

roncucci

Il pomeriggio è proseguito con un approfondimento diretto con i tre relatori e l’esposizione da parte dei giovani cooperatori degli argomenti trattati insieme. Dalle 17.45 alle 18.30, si è proceduto infine con la sintesi e chiusura dei lavori.

A prendere la parola è Enrico Parsi di Scuola Coop, che sottolinea come il filo conduttore delle storie narrate dai relatori della mattinata, sia la semplicità, poi invita i cooperatori a rileggere l’articolo 41 della Costituzione Italiana che recita così: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

Articolo 41

  Concludono i lavori i portavoce: Matteo Ragnacci, Mattia Affini, Matteo Bettoli e Fabio Mestici.

Si è conclusa così la Winter School 2015, la prima dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Giovani.

“Sono stati tre giorni intensi, pregni di significati e socialità. Tre giorni di confronto continuo e scambi di idee che ci lasciano in dote humus fertile sul quale continuare a lavorare insieme. Un ringraziamento speciale va agli organizzatori che hanno dato vita a questo splendido evento e ci hanno guidati man mano”. Scrive così Fabio Dubolino, presidente di Nuove Tecniche Società Cooperativa, presente all’evento nella doppia veste di cooperatore e lavoratore.

In effetti, la Winter School 2015 è stato un evento molto sentito da tutti i cooperatori. Superate le reticenze iniziali, tipiche di chi viene messo nella condizione del confronto, si è instaurato un clima di collaborazione promosso dalla voglia di mettersi in gioco e di conoscersi, spinto dalla consapevolezza che il futuro è nelle nostre mani.

 E’ a tavola, o di fronte ad un bicchiere di birra, che i cooperatori si sono resi conto che sono tutti dalla stessa parte e che sta a loro andare avanti:

“Non è una battaglia, né un governo ombra, ma un luogo dove crescere e rinnovare il patto generazionale”

Così Matteo Ragnacci ha concluso la mattinata del 12 Dicembre 2015, in occasione della prima Assemblea dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Giovani, tenutasi presso il Palazzo della Cooperazione.

La nascita del coordinamento Giovani – Alleanza delle Cooperative Italiane

In questa occasione, i giovani di Generazioni Legacoop, Oop Confcooperative e Agci hanno costituito il coordinamento dell’Alleanza delle Cooperative Italiane – Giovani, “dal quale prenderà vita il lavoro inclusivo di costruzione e di partecipazione attiva di tutti i territori che impegnerà i giovani cooperatori su tematiche, progettualità ed obiettivi comuni fino alla costituzione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane. Una grande occasione aggregativa e propulsiva per costruire un’Alleanza delle Cooperative Italiane che non sia la semplice sommatoria di tre organizzazioni cooperative, ma un protagonista innovativo nella rappresentanza che dia nuovo impulso alla partecipazione ed alla costruzione di un moderno pensiero cooperativo”.

Coordinamento ACI
Coordinamento Alleanza delle Cooperative Italiane – Giovani

Durante la giornata, i giovani cooperatori hanno discusso suddivisi in gruppi sulle tematiche:

  • Patto intergenerazionale/promozione cooperativa.
  • Cittadinanza Europea.
  • Rigenerazione spazi, imprese, territori.
  • Formazione e identità cooperativa.

E’ intervenuto in apertura d’Assemblea, anche Rosario Altieri, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane.

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