Report di sostenibilità e valutazione d'Impatto sociale

Il team di ETICAE - Stewardship in Action aiuta le organizzazioni a comunicare in modo diretto e oggettivo gli impatti non finanziari, supportandole in tutte le fasi di rendicontazione e valutazione degli impatti sociali ed ambientali.

Obblighi redazionali bilancio sociale:

Dal 2021, è obbligatoria la redazione e pubblicazione del Bilancio Sociale, come previsto dalla Riforma del Terzo Settore per:

  • Enti del Terzo Settore con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad 1 milione di euro;
  • centri di Servizio per il Volontariato;
  • imprese Sociali e i gruppi di Imprese Sociali.

Obblighi redazionali report di sostenibilità:

La "Corporate Sustainability Reporting Directive - CSRD" (Direttiva 2022/2464) è entrata ufficialmente in vigore il 5 gennaio 2023 e sostituisce la precedente "Non Financial Reporting Directive – NFRD” (Direttiva 2014/95/UE), attuata in Italia dal Decreto legislativo 30 dicembre 2016 n. 254, concernente l’obbligo di comunicazione di informazioni di carattere non finanziario per le imprese di grandi dimensioni.

Le principali novità introdotte dalla CSRD in tema di rendicontazione della sostenibilità aziendale sono:

1. L’ampliamento dei soggetti interessati. Rispetto alla precedente normativa, a livello europeo si passerà da 11.600 imprese a 49.000, di cui quasi 7.000 solo in Italia. I diversi soggetti obbligatori saranno coinvolti con le seguenti tempistiche:

Dal 2025
(anno fiscale 2024)
Le imprese attualmente soggette alla direttiva NFRD: imprese quotate, banche e assicurazioni che abbiano avuto in media durante l’esercizio finanziario un numero di dipendenti > 500 e che, alla data di chiusura del bilancio, abbiano superato almeno uno dei seguenti limiti dimensionali:
• 20 milioni di euro di stato patrimoniale
• 40 milioni di euro di ricavi netti
Dal 2026
(anno fiscale 2025)
Le grandi imprese non quotate che, alla data di chiusura del bilancio, anche su base consolidata, abbiamo superato almeno due dei seguenti criteri dimensionali:
• > 250 dipendenti
• 20 milioni di euro di stato patrimoniale
• 40 milioni di euro di ricavi netti
Dal 2027
(anno fiscale 2026)
Le piccole e medie imprese quotate (escluse le microimprese), gli istituti di credito di piccole dimensioni non complessi e le imprese di assicurazioni dipendenti da un Gruppo.
Dal 2029
(anno fiscale 2028)
Le imprese e figlie succursali con capogruppo extra-UE, per le quali la capogruppo abbia generato in UE ricavi netti superiori a 150 milioni di euro per ciascuno degli ultimi due esercizi consecutivi e almeno:
• un’imprese figlia soddisfi i requisiti dimensionali della CSRD o
• una succursale abbia generato ricavi netti superiori a 40 milioni di euro nell’esercizio precedente

2. I contenuti della comunicazione sulla sostenibilità. L’informativa dovrà contenere una descrizione:

    • del modello di business e della strategia aziendale in relazione ai rischi connessi alle questioni di sostenibilità, le opportunità per l’impresa connesse alle questioni di sostenibilità, i piani dell’impresa che favoriscono la transizione ambientale;
    • degli obiettivi connessi alle questioni di sostenibilità e dei relativi progressi, gli interessi degli stakeholder;
    • del ruolo degli organi di amministrazione, gestione e controllo riguardo alle tematiche ESG e le forme di incentivazione previste per i membri della governance legate al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità;
    • delle informazioni sulle attività immateriali, compreso il capitale intellettuale, umano, sociale e relazionale.

3. Informativa nella relazione sulla gestione. La direttiva richiede di includere l’informativa di sostenibilità all’interno della Relazione sulla Gestione e non in un documento separato;

4. Il principio di doppia materialità. Le imprese saranno tenute a specificare sia come i fattori di sostenibilità influenzino lo sviluppo e la performance aziendali (prospettiva outside-in), sia come l’attività dell’azienda impatti sulla società e sull’ambiente (prospettiva inside-out);

5. L’integrazione degli aspetti ESG lungo la Catena del Valore. Nel perimetro di riferimento del bilancio le imprese dovranno includere anche le informazioni sugli impatti materiali, sui rischi e sulle opportunità connesse all’intera catena del valore.

6. L’introduzione di standard di rendicontazione europei. Per la redazione del report di sostenibilità sono stati adottati nuovi standard universali di rendicontazione (ESRS) - elaborati dallo European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG). Gli standard contengono principi di informativa su fattori ambientali, sociali e di governance, i primi 12 standard sono stati pubblicati nel luglio 2023.

7. Il formato elettronico unico di comunicazione. La direttiva introduce l’obbligo di redigere il bilancio e la relazione sulla gestione in formato XHTML e di contrassegnare tramite tag le informazioni sulla sostenibilità.

Report di sostenibilità e valutazione d'Impatto sociale
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